De marhworfin

De marhworfin. Si quis hominem liberum de cavallo in terra iactaverit per quolibet ingenio iniquo animo, octuginta solidûs ei conponat; et si aliquam lesionem ei fecerit, sicut in hoc edictum adnexum est, conponat.

Il marhworfin nell'Editto di re Rothari è una legge che tutela e stabilisce risarcimenti per gli uomini liberi che venissero aggrediti in un modo peculiare: qualcuno li tira giù da cavallo.

Il cavallo è un simbolo importante per l'uomo libero longobardo in Italia: segnala uno status. Con il passare del tempo l'appartenenza alla classe dei liberi non è più legata all'appartenenza etnica al gruppo longobardo originario - anche se questo rilassamento dei requisiti era già insito nelle cose, considerata la composizione multietnica di quel gruppo (Longobardi, Sassoni, Goti, Avari, Gepidi, Eruli, Vandali insomma, federazione che prende a prestito membri da altre federazioni di clan. Comprendevano già in Pannonia anche dei romani).
Si passa da una suddivisione su basi etniche a una su basi censitarie: possedere un cavallo indicava ricchezza e potere.

Mentre l'Editto voleva proteggere la dignità dell'uomo libero (la dignità essendo lo strumento tramite il quale mantenere l'ordine sociale su basi morali prima che legali), il blog vuole leggere il marhworfin come un'azione di vera liberazione, di distruzione dei privilegi: bisogna tirare giù da cavallo i palloni gonfiati, i "potenti", la "classe superiore".